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La
costruzione del portico e la
leggenda della Icona per immagini
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| 1. Tanto e tanto tempo fa a Costantinopoli (questa è
una leggenda!) unl monaco di nome Teocle vide nella chiesa di Santa
Sofia un'icona con sotto la scritta: "Questa tavola dipinta con
la Madonna e il bambino deve essere collocata nella chiesa di S. Luca
sul monte della Guardia". L'eremita chiese spiegazioni sul perché
la tavola non fosse su quel monte. Gli fu risposto che non si sapeva
dove fosse. Teocle allora si offrì di trovarlo. I sacerdoti
gli consegnano la tavola e l'eremita partì. |
2. Comincia così un lungo pellegrinaggio che
porta il povero Teocle a vagare per il mondo chiedendo ovunque dove
fosse il monte della Guardia. |
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| 3. L'eremita non riusciva proprio a trovarlo
e stava ormai peredendo ogni speranza. Decise così di recarsi
a Roma per lasciare al centro della cristianità l'immagine
sacra Ma proprio in a Roma raccontò la sua vicenda ad un uomo
chiamato Pascipovero. Costui era un bolognese che subito capì
che il luogo cercato era sulle colline della sua città. |
4. Mandato a Bologna, Teocle fu accolto
dai signori Anziani della città. La tavola della Madonna e
del bambino venne portata in processione con le torce sul monte. |
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| Il 5 luglio 1433 si verificò il
Miracolo del sole della pioggia.Per fermare la pioggia che cadeva
ininterrottamente da aprile, Graziolo Accarisi propose di fare come
i fiorentini che portavano in città la loro Madonna dell'Impruneta
(anch'essa dipinta da S.Luca) per tre giorni, pregandola di aiutarli.
Graziolo e tre frati il 4 luglio salirono a prendere l'immagine della
Madonna di San Luca, trovandola piuttosto malmessa. Dopo averla ripulita
la portano in città all'ingresso della città. La mattina
dopo si diressero verso il centro della città con gran seguito
di clero e popolo. Appena varcata porta Saragozza, cessò di
piovere e si affacciò il sole. Da allora ogni anno la Madonna
scende a Bologna. |
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| 1. Dopo il 1433 la discesa della Madonna in città è
ripetuta ogni anno. Nel 1637 la vicaria delle monache Olimpia Toccaferri,
volle riparare il sentiero che conduce al monte perché versava
in cattivo stato. Chiese aiuto ai bolognesi per le spese. Poi iniziò
(1638) la costruzione sul sentiero di 15 cappelline a distanza eguale
una dall'altra, dedicate ai Misteri del Rosario. |
2. L'idea del portico risale al 1655, quando vari cittadini ne proposero
la costruzione al Senato bolognese, ma a causa dell'ingente spesa
il progetto venne abbandonato. Finché il canonico Ludovico
Generoli organizzò un sistema di offerte dei devoti per sostenere
l'impresa. Il 28 giugno 1674 si iniziò col tratto in pianura:
posta la prima pietra al centro del percorso (arco n.132 vicino all'attuale
Via Turati) si procedette nei due sensi. |
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| 3. Finiti nel 1676 gli archi che vanno da Porta Saragozza
al Meloncello, si iniziò il tratto montano; nel 1677 il 17
ottobre si fece un cordone umano per portare le pietre a monte. Nel
1715 il portico venne ultimato (il collegamento dei due tratti con
l'arco del Meloncello è del 1732). |
4. Da allora i bolognesi hanno un portico per salire
al Santuario, che venne interamente ricostruito a partire dal 1723.
Il 25 marzo 1765 l'arcivescovo di Bologna Vincenzo Malvezzi consacrerà
il nuovo tempio.
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| Nella tavola centrale, si illustra il passamano
fatto per portare le pietre a monte del 1677. |
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Tutti
i disegni riprodotti sono stati realizzati dal gruppo Raccontaci Bologna,
insieme agli alunni delle scuole Guinizelli e Manzolini per l'edizione
2001 de La Porticata
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